
Mi sono posta questa domanda milioni di volte.
E la risposta non l'ho ancora trovata.
Le amicizie, quelle vere intendo, richiedono fatica, impegno, costanza, tolleranza e comprensione. Ma fino a che limite?
Come tutti l'ho preso sonoramente nel didietro svariate volte, sono batoste che ti fanno stare male ma contemporaneamente ti fanno crescere, ti aiutano a valutare meglio su chi investire tempo e fatica.
Io ho un'amica, anzi UNA SOLA MIGLIORE AMICA, una persona dolce e comprensiva, con la quale ho condiviso tante cose. Una persona che mi ha aiutata nei momenti di difficoltà, che mi ha cazziata quando me lo meritavo e che mi ha consolata quando ero triste. Lo stesso ho fatto io, le sono stata accanato con pazienza e tenacia nel gestire i complicati rapporti con sua madre, il suo matrimonio e poi la separazione, la depressione profonda in cui è caduta, gli N fidanzati o presunti tale che si sono avvicendati al suo fianco dopo la fine del matrimonio, la sorella teppista e la morte del nonno.
Ora è dentro di nuovo ad un buco nero, fatto di tristezza e angoscia, insicurezza e solitudine. Io la vorrei aiutare ma non so come fare.
Non si fa trovare, ci mettiamo d'accordo per vederci diventa irreperibile, le scrivo e non mi risponde.
Io non so cosa fare, non so se ce la faccio ad affrontare un'altra valle di lacrime come la sua separazione e non voglio neanche rincorrerla per consolarla, per farla sfogare.
Un po' sono egoista, nel senso che io sto vivendo un bel momento - ho appena preso casa con il morus e sono presa tra la ristrutturazione e la scelta dei mobili - quindi il tempo libero che mi rimane tra lavoro e lavori alla casetta nuova è proprio poco.
E non lo vorrei passare ad ascoltare una persona che è sempre infelice e che, nell'ultimo periodo, si fa sentire ben poco se non per i suoi problemi.
Ecco, l'ho detto.
Sono egoista e mi sento una pessima amica e una brutta persona.
