Come ho già scritto e riscritto, ho fatto un colloquio per una grossa azienda e per un posto che sarebbe un bel balzo in avanti per la mia carriera.
Ovviamente non mi hanno fatto sapere più nulla, sono passati quasi due mesi e tutto tace.
Premetto che mi avevano assicurato che mi avrebbero dato un feedback sia per l'esito positivo sia per l'esito negativo.
Ho chiamato due volte, ho chiesto, ma nulla.
Mi sono fatta tremila paranoie, ho analizzato qualsiasi loro mossa sul web, curato gli annunci, l'attività della pagina facebook, l'attività su twitter del direttore mkgt, per cercare di carpire qualche sviluppo.
Ho iniziato a smacchinare su strane congiuture temporali, che hanno impedito a queste persone di chiamarmi, sono andata a letto sognando la tanto attesa telefonata, dicendomi che se pensavo positivo sarebbero arrivati degli impulsi positivi anche a loro.
Roba da esaurita.
Poi ieri, parlando con il mio Morus - che non mi sopporta piùsu questa storia - mi ha detto queste parole: "Franci, devi imparare ad arrivare seconda, che non puoi sempre ottenere quello che vuoi. Ti sei venduta male al colloquio, gli hai fatto capire che brami per quel lavoro e che hai bisogno di loro e ti hanno trattatata come ti sei venduta, senza rispetto".
E ha ragione.
Avevo talmente voglia di fare bella figura, di far vedere che sono capace, che ho perso di vista la giusta via. Mi sono smarrita a metà strada, quando mi hanno vista impaurita e un po' indecisa.
Ho perso nel momento in cui hanno pensato che li avrei aspettati.
Le sconfitte bruciano, ancora di più quando sono soltanto causate dalla propria ingenuità.
Io sono perfetta per quel lavoro, ma non l'ho dimostrato nel giusto modo.
Ora devo chiudere questo capitolo e non pensarci più, andare avanti e sperare di trovare un'altra opportunità.
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lunedì 15 novembre 2010
mercoledì 14 luglio 2010
Luglio con il bene che ti voglio...

Ho da sempre un rapporto conflittuale con Luglio, ebbene si, ho il coraggio di ammetterlo.
I miei ricordi più lontanti di questo mese risalgono intorno ai 4 anni cira, quando frequentavo il Bimbo Estate, la versione estiva della scuola materna, dove stavamo a mollo in piscinette tutto il pomeriggio e andavamo in gita alle Cornelle, con l'insalata di riso come pranzo e un buffo cappellino in testa.
Poi una volta approdata a scuola trascorrevo questo mese in vacanza con i miei nonni, nella ridente località Roncola San Bernardo, giocando al calcio balilla, andando sulle macchinine elettriche e mangiando gelati. Sono andata in montagna con i miei nonni dai 6 anni fino ai 16, poi non ce l'ho fatta più, perchè alla Roncola non è che ci fosse tutta sta movida.
Ma negli anni della prima adolescenza mi sono divertita un sacco: ci facevamo i gavettoni, andavamo in giro in bici, giocavamo a palla in mezzo alla strada, prendavamo il sole.
Alla Roncola ho vissuto le mie prime storie d'amore "bollenti", i primi giri di nascosto in motorino in due, le sigarette e le prime birrette. Attendere che i ragazzi ti notassero alle partite di calcio del campo sportivo, fare le fighette quando i ragazzi di Ponte o Almenno venivano su e ti portavano in giro.
Luglio in quegli anni era per me il mese della trasgressione e del divertimento, delle risate, del mangiare le schifezze e fumare sigarette senza aspirare.
Dai 16 anni ho iniziato a stare a casa, un po' perchè la compagnia montanara si è sfaldata - gente che lavorava, ragazzi che non venivano su più perchè i nonni non potevano - insomma l'ultimo anno è stato per me un supplizio e non ci sono più andata.
Per la prima volta nella mia vita ho fatto i conti con il caldo afossissimo della pianura padana, è stato uno shock!
Le mie estati liceali erano fatte da interminabili partite di scala quaranta e macchiavelli con le amiche, sigarette e tuffi al fiume. Sempre senza soldi, in giro in bici o in motorino a scrocco, oppure andavo in giro con il ragazzo dell'epoca con la macchina, dato che lui era GRANDE.
Luglio fatto di versioni di latino, compiti di matematica che avrei copiato puntualmente a settembre e tanti tanti romanzi.
Poi arriva l'università, il primo luglio da universitaria è stato caratterizzato dall'impatto con la sessione estiva degli esami: UN INCUBO. Mi ricordo ancora quando ho dato, per ultima della giornata, l'esame di storia contemporanea, alle 19 di sera in una Milano torrida. Negli anni successivi luglio è diventato il mese del lavoro al bar, degli ultimi esami da preparare, dei fugaci week end al mare.
Poi è arrivato il lavoro e luglio è diventato il mese più pesante dell'anno, inchiodata a questa scrivania, stravolta dall'anno di lavoro e dal caldo.
Luglio è il mio mese nero, fatto di notti insonni, milioni di lavori da chiudere, ferie da organizzare, grigliate e 5 compleanni in famiglia.
Ora non amo molto luglio, ma se penso che esattamente tra un mese sarà con le zampe nel mare...non vedo l'ora!
lunedì 29 marzo 2010
La pazienza è una virtù dei forti

Pazienza: termine che ha origine dal latino volgare patire (cfr. il greco pathein e pathos, dolore corporale e spirituale.
La pazienza è una qualità che pensavo di possedere...mi cullavo nel sogno di essere una ragazza paziente, con il mio ragazzo, con la mia famiglia e con gli amici ho sempre avuto una dose di pazienza e di empatia.
Fino ad oggi, fino a quando non sono stata messa a dura prova dalle bestie nere dell'economia italiana, anzi mondiale: LE BANCHE.
Per i comuni mortali il primo approccio con la banca è soft. Inizi a lavorare, apri un conto e tutto fila liscio. Almeno fino a che tu sei un utente passivo, che paga i bolli trimestrali, il canone di carta di credito e bancomat senza battere ciglio, senza pretese.
Appena alzi la testa e inizi a chiedere i SOLDI, li iniziano i guai. Perchè finchè dai e non chiedi loro non fanno una piega, ma poi.....inizia il calvario.
Provate a chiedere un mutuo al giorno d'oggi in Italia e vi renderete presto conto che il percorso è irto e tortuoso, è come una via crucis. Se poi non siete sposati e non avete intenzione di legalizzare l'unione, ma volete vivere nel peccato con il vostro amore allora la situazione si complica. Perchè nonostante porti le buste paga degli ultimi mesi, gli estratti conto, le lettere dei datori di lavoro in cui dichiarano che lavori per loro e che non ti lasceranno a casa dopodomani, cud e altre menate....loro ti chiedono di chiarire la situazione tra i due soggetti (sic!) e di autocertificare che si è fidanzati (!!!!)
E tutto per avere i soldi per comperare una casetta, manco gli avessi chiesto un prestito per sanare il debito pubblico del nostro Welfare!
E loro che garanzie mi danno che qualche dirigente non si metta a giocare con le plusvalenze o con bond spazzatura, così da fottersi i miei soldi, i risparmi di una vita?
e per non dire della perdità di una virtù come la pazienza, sarei per citarli per danni! :-)
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