mercoledì 22 dicembre 2010

La sconfitta brucia - parte 2: la risposta

Esattamente dopo tre mesi ho ricevuto una bella mail di risposta per quel famoso colloquio che ho fatto a settembre.

Ovviamente non mi hanno presa, già lo sapevo, ma è buffo leggere le motivazioni o comunque il linguaggio che utilizzano per dirti che la tua professionalità non è confacente alle loro richieste.
Tanto hanno risolto prendendo una stagista, che bella presa per i fondelli.

Pazienza, pensavo che ci sarei rimasta male e mi sarei dispiaciuta, invece sono tranquilla, avrò altre opportunità e fortunatamente non sono ancora in mezzo ad una strada.

Io sono convinta che nel 2011 farò il botto, dal punto di vista professionale.
Sono ottimista, troverò la mia strada.

giovedì 16 dicembre 2010

Poor Little Blog

Dimenticato, trasandato, abbandonato in un cantuccio del mio pc.
Povero il mio blog, non lo guardo più e non leggo neanche gli altri, non commento, mi comporto come una ameba.

Sono stra incasinata: a lavoro, a casa, a casa nuova, con il moto club, con il trasloco. Ciapata con l'imminente Natale, con i pochi soldi e le scarse idee per i regali.

E poi sono troppo in para per questa storia del lavoro, davvero. Mi sto consumando.
Non mi è mai capitato di essere così in ansia per qualcosa, almeno di avere uno stato d'ansia prolungato per più di qualche giorno.
Sono tre mesi che ho ricevuto la notizia, sono tre mesi che sono in paranoia totale, sono tre mesi che non faccio altro che pensare a come uscire da questa situazione.

Infatti sono dimagrita, l'unica cosa positiva dato che ho potuto rispolverare dei jeans firmati e semi nuovi che non mi entravano più, ma sono brutta. Ho la faccia tirata, l'occhiaia perenne, lo sguardo stanco, ho perso di verve e di acidità.
Di notte dormo male, mi capita spesso di svegliarmi di soprassalto, sudata e spaventata perchè ho paura, perchè non so dove sono.
Sto sbarellando, davvero.

Devo cercare di ridurre le paranoie se no non ne esco viva, tutto sommato non mi hanno detto che da aprile non avrò più uno stipendio, avrò forse qualcosa in meno ma che mi permetterà di sopravvivere.

Poi mi logorano queste procedure di selezione, interminabili.
Le aziende non si decidono o comunque lo fanno in tempi infiniti, alcuni spariscono senza neanche darti un cenno, o dirti che fai schifo.

Cmq devo ridurre la paranoia, come ho già fatto con l'ansia da prestazione da colloquio se no non ne esco viva da questo periodo e non ne faccio uscire chi mi sta vicino.

Cmq ho degli aggiornamenti:
- sabato ho un altro colloquio per un posto interessante
- martedì incontro un'altra persona che potrebbe darmi dei lavoretti extra per il futuro
- la mia raccomandazione, anzi il mio raccomandatore sta continuando il lavoro di pressing, ma con di mezzo le vacanze di Natale è tutto un casino
- il posto per il quale sono stata raccomandata è davvero da ricoprire, non è una selezione fuffa, hanno davvero bisogno, ma sonon in attesa di un consulente che prenda in mano la situazione e quindi il processo si allunga
- ho trovato un lavoretto extra per arrotondare, 100 eurini al mese ma sempre meglio che una pedata del sedere


basta, sono tre mesi che parlo solo di lavoro ed ora mi sto annoiando un po' da sola.

venerdì 3 dicembre 2010

Raccomandazione si, raccomandazione no?


Tutto quello che ho ottenuto fin ad ora l'ho ottenuto con le mie gambe e grazie alla mia forza di volontà.

I buoni risultati all'università, l'attuale posto - precario - di lavoro, altri lavoretti che sto raccattando in giro.

Ho sempre criticato e giudicato in malo modo chi si faceva raccomandare, per un lavoro, per un buon voto all'esame, per entrare in un gruppo.

Ecco, l'altro giorno mi sono rimangiata tutto e mi sono fatta raccomandare.
Per un posto fantastico, per un posto a tempo indeterminato, per un posto che sarebbe un gran bel passo avanti per la mia carriera, per un posto che è perfettamente in linea con la mia esperienza e le mie competenze.

L'ho fatto, la mia coscenza ha reclamato, ma io non ci campo con la conoscenza e visto che le sole capacità - e anche il bell'aspetto, perchè conta parecchio pure quello - non bastano, ci ho aggiunto una buona parola direttamente alla sciura padrona.

Ho sbagliato?
Premetto che ci sono state una serie di coincidenze strane:
- questa azienda mi piace tantissimo e la conosco molto bene
- conosco molto bene il settore nel quale lavorano e mi piace assai
- ho fatto un colloquio già per quella figura con i loro consulenti per la selezione del personale
- casualmente un mio prof, con il quale sono rimasta in ottimi rapporti, ha lavorato per loro 6 anni fa ed è stato lui a raccomandarmi direttamente alla proprietaria (che è una sua carissima amica)....

Se non va manco sto giro...

venerdì 26 novembre 2010

November...Hate

Altro che Novembre Rain dei mitici Guns, Novembre...Hate!
Novembre mi è sempre stato sulle palle.
Un mese triste, noioso, lugubre, sarà che segna definitivamente la fine di qualsiasi possibilità di bel tempo.
Insomma, non mi piace perchè:
- è il mese dei morti
- c'è la nebbbia
- piove sempre
- le domeniche sono noiosissime
- odio la canzone di Giusy Ferreri
- ci sono sempre film stupidi in uscita
- mi deprimo facilmente
- diventa buio alle cinque del pomeriggio
- ne ho già piene le balle di lavorare
- le vacanze di Natale sono solo un miraggio
- a livello lavorativo non si sblocca nulla di nulla....dai, cacchio! Datemi qualche risposta!

venerdì 19 novembre 2010

Scaramanzia!

Non ne parlo per scaramanzia, per evitare di auto - gufarmi la cosa, ma devo dire che la strategia anti paranoia sta funzionando.

L'ho messa in pratica ieri e devo dire che non è andata male, ora attendo gli sviluppi, ma detto tra di noi: che Dio me la mandi buona, sto giro.
Almeno questa volta non ho nessun tipo di rimpianto, diciamo che me la sono giocata alla grande: senza l'ansia da prestazione, sono andata là con una bella dose di ottimismo, stima in me stessa e faccia di tolla. Tensione minima, ero rilassata, sorridente, ho anche fatto le battute, non mi sono messa in versione disperata e quasi disoccupata, insomma sono fiera di me.

Attendo sviluppi e intanto semino e ancora semino, perchè solo così si possono raccogliere dei frutti.

mercoledì 17 novembre 2010

La strategia anti- paranoia lavorativa

Ringrazio tutte per le parole che mi avete detto e sto cercando di uscire della paranoia e mi sono data una strategia:
- non cercare più in rete notizie della suddetta azienda
- investire il tempo che dedico alle seghe mentali in qualcosa di più produttivo, soprattutto per il mio lavoro
- non disperare
-non perdere la fiducia in me stessa: sono forte, sono preparata, sono determinata e prima o poi ce la farò
- non cadere nella tentazione di telefonare alla fantomatica azienda, ma mi riservo di scrivere una garbata mail entro l'anno nella quale esporrò il mio disappunto e rimarcherò la mia professionalità
- smettere di leggere le risposte e le domande di yahoo answer: perchè li dentro c'è del terrorismo psicologico puro
- smetterla di fare congetture sulle motivazione per le quali non mi hanno ancora chiamata, non c'è in atto nessuna minaccia atomica che li tiene lontani dal telefono o della mail, non mi vogliono, punto.
- cercare, cercare, cercare e ancora cercare annunci decenti
- mandare mail efficaci con il mio cv in allegato a tutte le aziende possibili
- sfruttare al massimo la mia rete di consocenze e non aver paura di domandare un piacere, mica sto chiedendo un braccio
- fare PR spinte con tutti
- chiedere alla nonna di dire ancora qualche preghiera, più ne dice meglio è
- non perdere la mia verve cinico - ironica - acida, ma non trasformare tutto in una paranoia assurda e in cose negative
- non perdere la speranza, magari oggi arriverà la telefonata giusta

I try!

lunedì 15 novembre 2010

La sconfitta brucia

Come ho già scritto e riscritto, ho fatto un colloquio per una grossa azienda e per un posto che sarebbe un bel balzo in avanti per la mia carriera.
Ovviamente non mi hanno fatto sapere più nulla, sono passati quasi due mesi e tutto tace.
Premetto che mi avevano assicurato che mi avrebbero dato un feedback sia per l'esito positivo sia per l'esito negativo.
Ho chiamato due volte, ho chiesto, ma nulla.

Mi sono fatta tremila paranoie, ho analizzato qualsiasi loro mossa sul web, curato gli annunci, l'attività della pagina facebook, l'attività su twitter del direttore mkgt, per cercare di carpire qualche sviluppo.
Ho iniziato a smacchinare su strane congiuture temporali, che hanno impedito a queste persone di chiamarmi, sono andata a letto sognando la tanto attesa telefonata, dicendomi che se pensavo positivo sarebbero arrivati degli impulsi positivi anche a loro.
Roba da esaurita.

Poi ieri, parlando con il mio Morus - che non mi sopporta piùsu questa storia - mi ha detto queste parole: "Franci, devi imparare ad arrivare seconda, che non puoi sempre ottenere quello che vuoi. Ti sei venduta male al colloquio, gli hai fatto capire che brami per quel lavoro e che hai bisogno di loro e ti hanno trattatata come ti sei venduta, senza rispetto".

E ha ragione.
Avevo talmente voglia di fare bella figura, di far vedere che sono capace, che ho perso di vista la giusta via. Mi sono smarrita a metà strada, quando mi hanno vista impaurita e un po' indecisa.
Ho perso nel momento in cui hanno pensato che li avrei aspettati.

Le sconfitte bruciano, ancora di più quando sono soltanto causate dalla propria ingenuità.
Io sono perfetta per quel lavoro, ma non l'ho dimostrato nel giusto modo.

Ora devo chiudere questo capitolo e non pensarci più, andare avanti e sperare di trovare un'altra opportunità.

lunedì 8 novembre 2010

Sono oramai la migliore amica del Malumore

La carogna nera si è ufficilamente impossessata della sottoscritta.

Sono di pessimo umore, sempre, da circa un mese.
Non c'è niente da fare, ho provato ad auto impormi di essere più sorridente e di cercare di sorridere alla vita, anche se adesso sto ricevendo solo pedate nel culo. Perdonate il francesismo, ma solo questo rende l'idea.
Sto ricevendo batoste da settembre: prima il lavoro, poi la casa che non è mai finita, poi le discussioni con il Morus sulla casa, le crisi e il fatto che lui si sta tirando indietro.
Giovedì arriva la camera da letto ordinata due mesi fa e lui si vuole tirare indietro, vuole scappare.
Ecco, l'ho scritto.
Finalmente ho avuto le palle di scriverlo, che lui sta scappando da me, dalla nostra storia di 7 anni e mezzo, dalla casa, dal mutuo di 15 anni e dalla cucina nuova fiammante.

Non mi sopporta più, mi dice che sono diventata pesante, possessiva, gelosa, maniaca della perfezione, ansiosa e paranoica.
Bei presupposti per iniziare una convivenza.
Davvero.

E non so cosa fare, mi piacerebbe mandare a cagare tutti: lavoro, lui, famiglia, amici e sparire, per qualche mese.
Lontano, da sola, senza problemi, solo con un letto caldo, un libro e una scatola di sonniferi.

Ma non è possibile.
Devo rimanere qui e lottare contro tutto e contro tutti.
E sono triste, di malumore e scoraggiata.

domenica 24 ottobre 2010

La serata della cultura: Marchionne's philosphy, le perle di saggezza di Lucianina e la prosa giornalistica dalla Gabanelli

La domenica sera per me è la serata dedicata alla cultura, anzi alla tv e alla visione di programmi intelligenti e che soprattutto ti fanno incazzare, ma anche pensare.

Inizio di solito con una cosa leggera leggera su Rai4, Brothers e Sisters - Segreti di famiglia.
Un bel telefilm 100% american style che racconta i segreti e i casini della dinastia dei Walker. Mi piace perchè c'è Calista Flockhart, attrice che ho amato tantissimo nella sua interpretazione della surreale avvocatessa Ally McBeal, che in questo telefilm interpreta una rampante e tosta addetta stampa di un senatore repubblicano.
Ma questo è solo un leggero aperitivo per prepararmi alla cena culturale con Che tempo che fa e Report.

Seguo da sempre Che tempo che fa e trovo irritanti le polemiche fatte negli scorsi giorni su quanto guadagna Fazio, perchè lo pagano così ecc. Sono tutte cazzate, abili stratagemmi per distrarci e farci perdere l'obiettivo finale del suo programma: fare cultura, dare informazione di un certo tipo ai cittadini e farlo anche con una certa dose d'ironia, cosa difficilissima in un Paese che oramai comunica solo urlando e con slogan.

Questa sera ho particolarmente apprezzato l'intervista a Sergio Marchionne, AD di Fiat che per i suoi piani industriali non gode di grande fama nel nostro Paese. Io ho trovato le sue considerazioni corrette: il nostro sistema industriale, per come è strutturato, è poco competitivo.
O cambiamo oppure soccombiamo e perdiamo altri posti di lavoro.
Un ragionamento semplice, da uomo che ogni giorno deve fare i conti con i soldi reali e soprattutto con un governo che non ha speso mezza riga per mettere insieme una legge di rilancio dell'Italia, ma questa è una polemica che tratterò in un altro post.
Marchionne ha ragione: i sindacati molto spesso lottano per mantenere dei privilegi e dei contratti che al giorno d'oggi non sono più competitivi, per nessuno: per le aziende che li devono usare, per i dipendenti che sono pagati sempre meno rispetto alla media UE (intendo di Germania, Francia e UK).
La flessibilità ci vuole, ma deve essere reale, non una via per mascherare un lavoro da dipendente, ma uno strumento per trasformare l'Italia in un'industria efficiente e produttiva.
Libertà d'impresa non deve essere "Faccio quello che voglio, sono io il padrone, comando, guadagno un mucchio di soldi e me ne frego dei miei dipendenti" ma deve essere sinonimo di reale libertà e competitività, deve essere uno strumento per premiare chi lavora bene, chi investe in eccellenza, chi non usa banali sotterfugi per pagare meno tasse e magari farsi una casa a Montecarlo.

Le sue parole mi hanno dato un minimo di speranza, almeno mi rincuora sapere che qualcuno la pensa così e non pensa solo al suo portafoglio e alla velina di turno.

Poi è arrivato il momento di Lucianina, che ADORO!
Sagace, pungente, diretta, a volte un po' troppo sboccata per i miei gusti, ma cattura l'attenzione con la sua capacità affabulatoria.
Prende in giro il povero Fazio, se mettesse qualche culo in più e togliesse del contenuto dal suo programma, non avrebbe tutti questi problemi con la stampa e la politica.
Condivido con lei la strategia attuata da qualche anno del Non pensare, di svuotare la Rai di programmi di contenuto, di riempire il palinsesto con talk show urlanti e con i soliti quattro politici e giornalisti arroganti, con l'ennesima edizione di Ballando con le stelle e con programmi - fuffa per distogliere l'attenzione dei cittadini dai reali problemi. E' fondamentale sapere chi sarà il prossimo eliminato da X - Factor piuttosto che avere notizie sulle case di Silvio ad Antigua.

E poi è arrivato Report.
Programma che ho scoperto al liceo e che ho sempre seguito con interesse.
Un programma scomodo, che ti lascia l'amaro in bocca, che ti fa venire la voglia di mandare tutti a cagare e di trasferirti al Polo Nord.
Un programma difficile, pesante, ma che rispolvera il sapore del vero giornalismo d'inchiesta, fatto da giornalisti documentati, preparati, ironici, sagaci e determinati. Giornalisti che non urlano, che non si mettono in bella mostra nel solito Annozero di turno, lamentandosi che non guadagnano, arroganti e sempre più presuntuosi, come se se fossero investiti da Dio nel compiere la missione d'indottrinare noi povere capre italiane.
Che palle questi giornalisti boriosi.
Divetti da quattro soldi, artigiani della parola complicata, urlatori di idee e maleducati per vocazione.
Io non li posso più soffrire. Mi sembrano delle attricette di serie B o dei fuoriusciti dell'ennesima edizione del Grande Fratello, che si sentono Vip solo perchè sono stati 4 giorni davanti ad una telecamera.

Io adoro Milena Gabanelli, il suo modo pulito, diretto, sincero di raccontare un'Italia mediocre, fatta di furbetti, di false illusioni, di slogan e di cazzate politiche, dette solo per accapararsi la poltrona di turno e intascarsi 10.000 euro al mese senza fare un tubo.
Milena è stata una mia musa, una giornalista che mi ha convinto che la strada della stampa poteva essere anche la mia strada e per questo la seguirò, sempre,.

mercoledì 20 ottobre 2010

Barcollo, ma non mollo!

Nell'ultimo periodo i miei post sono stati abbastanza sul pessimismo cosmico andante, con l'aggiunta di una bella manciata di ansia e anche un pizzico di paranoia e frustazione.

Magari ho dato l'idea di una che ha perennemente saturno contro - il che è in parte vero, in quanto ariete ho un atavico conflitto con saturno, ma devo dire che ci sto imparando a convivere - ma oggi mi sono detta: "Dai, basta con il vedere tutto nero e cerca di darti una svegliata!".

Quindi mi sono auto inniettata una sana dose di ottimismo, propositività, fede nel prossimo e speranza, che è sempre l'ultima a morire.
In aggiunta una bella fetta di voglia di fare = sto mandando curriculum a mezza Lombardia, perchè prima o poi qualcuno mi raccatterà e riconoscerà il mio valore.

Perchè sono brava, sono seria, sono in gamba, sono una tosta, c'ho due lauree, parlo l'inglese e sono creativa.
Ok, stop...perchè chi si loda s'imbroda, ma perdonatemi...scrivere queste cose aiuta la mia autostima.
E' vero, yes I can!

PS: la grossa azienda per la quale ho fatto un colloquio un mese fa...non ha ancora preso una decisione in merito, notizia di ieri.
Mi fanno penare fino all'ultimo...

martedì 12 ottobre 2010

Una ragazza in gamba


E' un ritornello che mi sento ripetere da un po'.

La capa, dopo la mazzata, continua a ripetermi che sono in gamba, di non preoccuparmi e altre storie del genere.
Un cliente che continua a ripetermi che sono in gamba, che anticipo sempre i suoi pensieri, che siamo sulla stessa lunghezza d'onda, che i miei testi sulle telco sono super fighi.
I miei genitori mi ripetono che sonon in gamba, una ragazza da mille risorse, che sono brava.
I membri nel moto club lodano la mia attività, anche se ogni tanto sparano a zero, e mi riempiono di nuove iniziative da gestire.

Anche il gatto mi guarda con sguardo ammirato e dentro la sua testolina pelosa pensa: "Ma quanto è in gamba la mia padroncina!".

Ecco.
Non prendete questo post come un'autocelebrazione, come lo sfogo di una che ha un ego che pesa 100kg, di una che se la tira ed è convinta che tutto le è dovuto.

Prendetelo come un post sfogo, sulle fregnacce che continuo a sentire, discorsi buonisti sulle mie capacità e sulle mie competenze.
Perchè sono tutti bravi a parlare, ma intanto la ragazzaingamba ha un contratto a progetto in scadenza, la sola prospettiva della partita iva e nessuna risposta dalle aziende che mi hanno già contatta e colloquiata.
Vorrei essere in gamba, con un lavoro e un contratto decente.
Punto.

giovedì 7 ottobre 2010

La paranoia imperante

Sono in piena paranoia.
Anzi, soffro di paranoia conclamata da qualche giorno maa oggi pomeriggio la mia simpatica sindrome si è acutizzata, in maniera esponenziale.

Come scrissi qualche tempo fa ci sono dei cambiamenti in vista in ambito lavorativo e sempre come scrissi tempo fa in modo criptico e scaramantico, ero in ballo per un posto davvero appetitoso.

Bene, il colloquio l'ho sostenuto esattamente due settimane fa, in sede di colloquio (durato un'ora) mi era stato detto che avrebbero preso una decisione e dato una risposta, sia negativa sia positiva in massimo 10 giorni. Dopo di me c'erano altre persone in lizza e dovevano valutare.
Il prescelto/a sarebbe stato richiamato per effettuare un secondo colloquio per discutere il contratto e che loro volevano inserire il prima possibil, ed in forma permanente, questa risorsa.

Oggi siamo al 7 ottobre e non ho avuto nessun segnale.
Quindi ho chiamato, solo per capire se mi dovevo già sparare - abbiamo deciso di bloccare la selezione, facciamo fare il lavoro alla portinaia, abbiamo esaminato 1200 persone ma non abbiamo trovato la persona giusta, il tuo curriculum fa schifo, tu non sei degna del ruolo e quindi dedidati alla botanica.

Mentre nella mia testa giravano vorticosamente queste scene da film mediocre, la signorina che mi ha risposto - colei che aveva fissato l'appuntamento - mi ha detto che la responsabile HR non era in sede e che lei sapeva soltanto che dovevano dare delle risposte a diversi candidati che si erano presentati per quel ruolo, prendeva nota del mio nome e buonanotte al secchio.

Cosa faccio? Ci devo mettere una pietra sopra vero?
Dentro di me ci speravo tantissimo, lo giuro.

Il colloquio non è andato male: sono arrivata con 10 minuti di anticipo, ho aspettato 20 minuti che mi ricevessero (e io ero in ansia totale) e poi mi hanno portato un una sottospecie di ripostiglio e mi ha per prima parlato la responsabile HR, facendomi un'intro sull'azienda e bla bla.
Dopo di che è arrivata la responsabile comunicazione - il resp mkgt sfiga mia era impegnato - che mi ha illustrato di cosa avevano bisogno, poi mi hanno chiesto di raccontare la mia esperienza.
E sono partita raccontando cosa faccio, portando dei materiali di comunicazione che ho realizzato, mi hanno fatto delle domande sul mio lavoro (alcune provocatorie: cerchi solo la stabilità contrattuale? perchè cambi? ecc).
Ho cercato di rispondere in modo chiaro, preciso, guardando sempre negli occhi il mio interlocutore.
Alla fine ho concluso dicendo che sono una ragazza sveglia e che amo il mio lavoro.
Mi hanno tenuta un'ora,.
Secondo voi è andata male?

martedì 5 ottobre 2010

Tenerezze d'autunno


E' arrivato l'autunno, ufficialmente l'estate è finita.

Via le infradito, le ballerine senza calze, le zanzare tigre, il caldo afoso della pianura padana, le gite in bici in riva al fiume, le gite in moto alle tre del mattino, il dormire senza calzini e solo con il lenzuolo, delle bibite con il ghiaccio, i tre gelati al giorno.

Ora è il tempo della sciarpina attorno alla gola - già dolorante - delle converse con i calzini lunghi, delle serate sul divano con la copertina, delle mia ciabatte pelosone con disegnato il micio, del pigiama lungo e della canotta della salute, del the caldo a metà pomeriggio e dell'umidità imperante, sia a casa sia in ufficio, delle mani gelate mentre scrivo sulla tastiera.

Ma è anche il tempo di zucche e castagne, dei pomeriggi a cucinare torte e pasta fatta in casa, delle domeniche pigre con il micio e il Morus come scaldini, delle nostre merende con focaccia e pancetta, delle coccole, dell'amore, della casa.

Per me l'autunno è il tempo della meditazione, della calma, di un buon libro e un bel bagno caldo, della crema per il corpo allo zenzero, tempo delle prime cioccolate con la panna, dei biscotti caldi, di una bella serata in un pub con una birra, un panino e qualche buon amico.

E' il tempo del cibo, della prima polenta, del capriolo in salmì, delle caldarroste in piazza, degli alpini felici.

E' il tempo da dedicare a me stessa, al mio futuro, alla mia vita, alla mia famiglia.
E' la stagione della tenerezza.

martedì 28 settembre 2010

Voglio credere in un futuro migliore

dPeriodo intenso, difficile, irto.
Problemi al lavoro, un cambiamento di situazione contrattuale improvviso e spiazzante, cambiamenti anche nella vita privata, si avvicina sempre più la fatidica data dell'inizio della nostra nuova vita a due.

Nella nostra casa, con le nostre cose...sono felicissima di questa scelta e sempre più innamorata del Morus, ma è un cambiamento importante e non nascondo un po' di timore.
Ce la faremo? Riuscirò a gestire al meglio casa e lavoro? Non mi farò prendere dalla sindrome della casalinga disperata?

In più la freschissima mazzata che ho preso sul lavoro non mi aiuta a vivere serena anche questo cambiamento che dovrebbe essere una delle più belle cose della mia vita.

La mazzata sul lavoro ha provocato effetti devastatanti sul mio umore, ho passato notti in bianco, a leggere e con gli attacchi di panico. Intere giornate sul water (ebbene si), inappetenza...ma alla fine mi sono detta che non vale la pena farsi venire la depressione per il lavoro.
Ho accanto una famiglia che mi ama e mi sostiene, un uomo fantastico, buono e dolce, un micio affettuoso e coccolone, la famiglia del mio ragazzo che è stupendissima (ho una Santa Suocera, meglio di mia mamma, una grande donna disponibile che mi vuole bene).

Superata la mazzata iniziale e lo sconforto profondo, mi sono guardata accanto e ho trovato l'amore, mi sono guardata detro e ho trovato la mia forza di volontà, la mia tenacia e l'entuasiasmo inesauribile per il mio lavoro e mi sono detta che non tutto è perduto, che se mi deprimo è la fine e non posso permettermi di lasciarmi andare.

Mi comprerò un paio di jeans in meno, riuncerò alle scarpe nuove, alle cose che si comprano solo con i soldi, ma ho ben di più, ho l'amore delle persone che mi stanno accanto e questo ha un valore inestimabile.

Intanto se sentite in giro che in zona milano/bergamo cercano una persona brillante, intelligente per una posizione marketing e comunicazione, fatemi un fischio.
Incrociate le dita per me, ho in ballo una cosa importante e avrò risposta settimana prossima... ;-)

lunedì 27 settembre 2010

Casoncelli...oh yeah!


Sabato pomeriggio, complice il mal tempo che versava sulla ridente pianura padana e un invito a pranzo per la domenica successiva a casa di amici, io, Morus e la Santa Suocera abbiamo fatto i casoncelli.

Oramai ci siamo specializzati nella produzione a catena dei succulenti ravioli bergamaschi e vi voglio segnalare la nostra ultra collaudata ricetta.

DOSI PER CIRCA 100 RAVIOLI

Per la pasta
350 gr di farina 00
150 gr di farina di semola
5 uova (1 uovo per ogni etto di farina)
1 pizzico di sale
Acqua qb

Per il ripieno
2/3 panini raffermi
1/2 litro di latte
400 gr di salsiccia
150 gr parmiggiano
noce moscata qb

Ammollare il pane nel latte, strizzarlo bene e aggiungere la salsiccia, il parmiggiano e la noce moscata.
Preparare la pasta: setacciare la farina bianca con quella di semola, mettere il tutto su una spianatoia e fare la "fontana". Aggiungere le uova una alla volta, se vedete che l'impasto è troppo duro aggiungere un po' di acqua e continuare a lavorare la pasta.
Quando l'impasto è bello liscio e compatto, metterlo in una terrina, coprirlo con un canovaccio leggeremente umido e lasciate riposare per mezz'ora.

Passata la mezz'ora, prendere l'impasto e staccare qualche pezzetto che lavorerete sulla spianatoia ricoperta con un po' di farina bianca. Usate la macchinetta per stendere la pasta - regolatevi ad occhio per la misura, dipende anche dalla macchina - cmq la sfoglia del casoncello non deve essere troppo sottile.
Riempite la pasta con il ripieno - che deve essere asciutto - e formate i ravioli.
Una dritta: chiudere prima i ravioli ai lati, facendo uscire bene l'aria, spennellare la pasta ai bordi con un po' di acqua e chiudere il raviolo con i rebbi della forchetta.

Riporli su un vassoio ricoperto da un canovaccio cosparso con farina, coprire i ravioli con farina e un altro telo.
Lasciarli riposare in un luogo fresco e cucinarli il giorno dopo.

Per il condimento: burro fuso, pancetta dolce a cubetti, salvia e abbondante parmiggiano grattuggiato.
Bon appetit!

mercoledì 22 settembre 2010

Non mi sono dimenticata del blog...

Avevo promesso più presenza, fiumi di post, ricchi premi e cotillon e...patatrack!
I buoni propositi sono già andati a farsi benedire, ahimè.

Do un timido segnale di vita, ci sono ancora, sono solo incasinata sul lavoro: seguo l'ufficio stampa di Sposidea, una mostra per gli Sposi che partirà il 30 settembre e quindi sono nel turbinio pre evento!
E poi ho in ballo altre cose, che non svelo per scaramanzia...vi chiedo solo amici di blogosfera d'incrociare le dita per me!

Intanto se siete delle future spose e avete voglia di mettervi alla prova con un concorso e magari vincere un bel viaggio di nozze in Polinesia *sbav* andate a vedere alla pagina di Sposidea, vi potete iscrivere fino a venerdì 24 settembre!

venerdì 10 settembre 2010

E non ci indurre in tentazione...

Ma liberaci dal Mcc Donald's

Ci sono ricascata.
Nonostante la mia ferrea volontà di stare a dieta, tra esattamente meno di quattro ore so già che cadrò in tentazione e mi gusterò un bel panino del Mc.
Esattamente quello nuovo, Mozzarillo - ha un nome troppo buffo!

Cmq domani per smaltire:
- senso di colpa
- calorie in eccesso
- ed ancora il senso di colpa
Andrò a pulire la fughe della mia casa nuova...mi sento già male all'idea!

Ma stasera io e il Morus schifezziamo! oh yeah!

martedì 7 settembre 2010

Pausa sigaretta? No, io faccio la pausa blog


La mia presa di posizione nasce dal fatto che la mia collega fuma e di conseguenza fa più pause di me.
In media sono 4/5 pause sigaretta al giorno, talvolta anche di più e io non fumo ma lavoro come lei le otto ore, quindi mi sono detta che visto che io non non beneficio della pausa sigaretta (circa 5 minuti a pippata) e non posso uscire prima rispetto a lei, ho trasformato la pausa sigaretta in pausa blog.
Così:
- stacco dal lavoro
- tengo aggiornato il blog un po' più spesso
- non regalo alla mia capa minuti preziosi del lavoro, visto anche che faccio solo una pausa caffè la mattina e stop.

Quindi aspettatevi fiumi di post dai molteplici umori: dal contento e spensierato, all'incazzato andante, sul lavoro, la casa nuova, il Morus e ovviamente sulla mia palla di pelo.

lunedì 6 settembre 2010

Tento disperatamente di stare a dieta!


2,5 kg
In più, in 13 giorni...voglio morire.

Mi ero preparata psicologicamente, ripetendo dentro di me che ero in grado di contenermi con il cibo, e fisicamente, con un luglio ascetico, fatto di insalatine e verdurine, tentando di perdere un chiletto in modo che potessi partire con la bocca spalancata e la pancia pronta per la Puglia e invece... +2.5 Kg

Ora mi ritrovo un rotolone regina sulla pancia, più un due bei paia di cuscinetti sulle cosce, che un tempo erano affusolate e senza cellulite.

La sottoscritta è stata fino all'anno scorso baciata dalla dea del metabolismo super veloce - mangiavo come una fogna e non mettevo un etto - la mia pancia era super piatta, anzi ero fin troppo magrolina.
Poi piano piano - penso complici le otto ore che mi sparo in ufficio - ho iniziato a lievitare, fino ad avere queste sembianze strane.
Non sto male con qualche chiletto in più, ma è il rotolone sulla pancia che non posso soffrire. Non riesco più a portare vestiti un po' aderenti, che mi si segna subito la panza e la ciccia intorno al punto vita.

Quindi ho deciso di fare uno sforzo e di fare la brava fino a Natale, con l'obiettivo di perdere almeno tre chili. nessuna dieta drastica e da fame, ma ho semplicemente eliminato le cose più caloriche, schifezze di ogni genere, bevande dolci e gassate, gelati, merendine, pizze ecc. ecc.

E' una settimana che sono a regime, spero di resistere, ma che fatica!

mercoledì 1 settembre 2010

Assestamento post vacanze

Quest'anno sto facendo davvero fatica a tornare alla normalità.
Ho ancora la testa vuota, leggera e sono sulle nuvole, come quando ero in vacanza.
Due giorni in ufficio e ho prodotto meno di un'ape operaia in sciopero, mi perdo ogni due minuti in rete a guardare cazzate.

E la sera faccio fatica a stare a casa, sarà anche il bel tempo e il cielo stellato, ma non mi ci vedo ancora a casa sul divano, pigiamizzata a guardare uno dei miei film intellectual chic...voglio uscire!!!!!!
Anche se le mie povere finanze attualmente non sono in grado di sostenere questo ritmo di vita.

Nell'ordine: domenica sera sono andata a casa di un amico, lunedì dal morus a cena e poi giro dai nonni, ieri a casa di un altro amico con morus, stasera festa della birra solo donne, domani riunione moto club e venerdì bisogna uscire per forza perchè è venerdì.
Sabato è ancora un'incognita dato che sono single - il Morus va a vedere una gara di trattori e io ho declinato l'invito - ho in ballo due cene e mezza e penso che non se ne concluderà nemmeno una, quindi magari è la volta che sto una sera in casa!

lunedì 30 agosto 2010

Come back

Sono ufficialmente tornata.
A dire la verità sono tornata dalle ferie giovedì scorso, ma mi sono imposta di non attaccarmi al pc durante gli ultimi scampoli di vacanza.

Le vacanze sono volate, come ogni anno, ma quest'anno ancora di più forse perchè ero cotta, tra lavoro e casetta nuova non ho avuto un attimo di tregua.
La prima settimana l'ho passata a casa, dato che al mio Morus hanno posticipato le ferie, quindi mi sono data al lavoro casalingo e allo shopping, sempre casalingo, in 6 giorni ho fatto:
- prima spesa generale Ikea
- sistemato spesa ikea
- montato sgabello e scatolame vario
- aiutato il suocero a imbiancare
- pulizia veloce casa post imbiancatura
- scelto, ordinato e consegnato frigorifero
- gita da Ovvio e Saturn con acquisti annessi
- lavorato alla festa degli alpini
- andata in piscina

Sono partita il 14 notte, più stanca che mai ma contenta di aver sistemato un paio di cosette.
Siamo arrivati in Puglia, a casa di mia zia - più low cost di così non si può - dove siamo rimasti per 10 giorni nei quali:
- abbiamo dormito tantissimo
- abbiamo mangiato tantissimo
- preso il sole
- girato un po': siamo andati ad un parco acquatico a Vasto, gita al Gargano, in Lucania e nelle Murge
- ho fatto del sano shopping low cost
- comperato le tende e altre cosette per la new home
- letto di tutto: tre libri e qualche decina di riviste

Dopo la Puglia ci siamo fermati due notti a Rimini, rientro soft e in due tappe: un'idea geniale.
Anche a Rimini abbiamo mangiato un sacco, dormito meno per fortuna, ci siamo rilassati in spiaggia, preso il sole e conosciuto delle persone interessanti.

Nonostante sia stata una vacanza organizzata all'ultimo, senza soldi e con poche idee devo dire che si è risolta non male.
Mi sono rilassata - e anche ingrassata di conseguenza...uff - ho trascorso un po' di tempo con il Morus - cosa diffcile nell'ultimo intenso periodo - e ho staccato la spina.
Bilancio positivo e sto già pensando all'anno prossimo.... :)

venerdì 6 agosto 2010

L'ultimo giorno


Today, it's the last day at work.
Ok, è l'ultimo giorno di lavoro, se Dio vuole.

Sono sola in ufficio, la mia capa ha staccato mercoledì, l'altra collega venerdì scorso e l'altra il 23 luglio...sono due giorni che sono sola e sto facendo la muffa.
Ieri in otto lunghe ore è squillato solo tre volte il telefono e dall'altra parte del filo, ho trovato nel seguente ordine:
1. Mia mamma - anche lei ancora al lavoro che si stava domandando se fossi ancora viva o se mi fossi pietrificata davanti alla tastiera
2. La signora che ci fa le pulizie - che pensava che oggi fossimo chiusi e voleva anticipare le consuete pulizie, a malincuore le ho dovuto dire che io sono ancora qui, anche nel pomeriggio
3. Il cliente Freezer - che mi ha amabilmente preso per i fondelli, chiedendomi se fossi già sveglia dal riposino post pranzo

Stop.
Tre mail in tutto: una di una grafica pazzoide, l'altra del cliente Freezer che non ha un tubo da fare come me e una della commercialista.

Che noia, cosa posso fare per riempire il tempo? Si accettano tanti consigli, tranne di andare su ebay o siti vari a comperare qualcosa perchè la mia carta di credito al momento non è propensa a questo tipo di attività.

mercoledì 4 agosto 2010

Contest per vincere un MacBook Pro? Mi ci ficco...

Udite. Udite
L'Apple tribù ha appena avviato un fantastico contest per vincere un MacBook Pro -
13 pollici (modello base) con processore Intel Core 2 Duo da 2,4Ghz, 4GB di RAM, Processore grafico NVIDIA GeForce 320M e Hard Disk da 250G - un sogno, una favola!
E allora ci provo e magari è la volta buona che la mia stella guarda giù e mi fa vincere qualcosa!

Partecipare è semplicissimo, ci vogliono 5 minuti:
seguite le semplici istruzioni riportate sulla pagina del concorso http://drp.ly/1qA86s , e sperate di essere tra i fortunati vincitori

Il concorso è valido fino alle ore 15.00 del 14 Agosto 2010.

In culo alla balena!

martedì 3 agosto 2010

Where is my future?


Arieccomi con i dubbi esistenziali.
Praticamente ci casco dentro ogni due mesi, oramai li conto e il blog è un ottimo promemoria.

Stavolta i dubbi sono sorti dal simpatico colloquio che ho avuto con la mia capa ieri pomeriggio.
Complice il fatto che siamo sole io e lei, le altre due colleghe sono già in ferie, abbiamo affrontato di nuovo la questione CONTRATTO.
Argomento spinoso per entrambe: per me perchè ho un contratto del cazzo e vorrei usufruire maggiormente della flessibilità del mio cocopro, per lei che si ritrova a dover adeguarsi ad una serie di leggi, quindi cacciare fuori il grano, cosa che come ad ogni capo da parecchio sui nervi.
La questione è che non si sa se mai ci saranno i soldi per assumermi a tempo indeterminato - lavoro qui da un anno e mezzo - e che la mia capa ora non vuole tirare fuori del cash per cose un po' assurde (a suo parere: adeguamento 626 e stress da lavoro).

Fatto sta che ridendo e scherzando io non ho mai scartato l'ipotesi di diventare libera professionista - settore comunicazione, marketing e pr, - osa che a lei farebbe comodo in quanto la svincolerebbe da una serie di menate che sono legate al cocopro (che per certe norme è equiparato al lavoro dipendente).

Ieri ne abbiamo parlato per la prima volta in modo serio e approfondito, io ci sto pensando ma la cosa mi spaventa parecchio.
Qui avrei già del lavoro, l'agenzia sarebbe il mio primo cliente ma ovviamente dovrei trovare dell'altro e sinceramente non so se le mi competenze e la mia rete di conoscenze siano al momento sufficienti.
Senza tralasciare il problema dell'attuale situazione dell'econonomia mondiale...

Dubbi, e ancora dubbi prima delle ferie..ci mancava solo questo.
Qualcuno di voi è libero professionista? Cosa ne pensate?

lunedì 2 agosto 2010

La consueta incazzatura pre ferie

Come ogni anno, da sette anni a questa parte, mi è arrivata la solita notizia dal Morus: ferie spostate.

Le abbiamo tentate tutte, dal comunicare 6 mesi il periodo di ferie, rimanere gli ultimi ad andare in vacanza in modo da non aver nessun vincolo, tenere tanti giorni di ferie in modo che il Morus possa farsi tre settimane di fila...niente!

Notizia di mercoledì 28 luglio: chiusura filiale il 12 agosto...quindi lavora fino al 12 compreso, se dio vuole forse riesce a stare a casa dal 12 compreso.
Nella nostra testa volevamo partire l'11 agosto alla volta della Puglia e dell'ottima ospitalità dei miei zii...invece ci tocca rimandare!

Data papaile: 14 agosto
Io sono costretta a tornare in ufficio il 30 agosto, lui rimarrà a casa forse fino al primo settembre, forse fino al 6...mentre io sono costretta a tornare in ufficio di corsa e di volata.

Come ogni anno, delirio.
Meno male che non abbiamo prenotato, se no ce lo prendavamo in quel posto dritto dritto...

venerdì 30 luglio 2010

L'eminenza grigia

Così sono stata definita ieri sera.
Wow.
Mi sembrava di essere il cardinale Richelieu, un oscuro personaggio di potere che lavora nell'ombra.
Ovvio, non sono l'eminenza grigia della chiesa di Francia o della CIA, ma del Moto Club del mio paese.

All'inizio non ne volevo sapere, il Moto Club era solo affar del mio ragazzo, riunioni del giovedì, riunioni del martedì del direttivo, gite varie.
Mi sono sempre tenuta ai margini, finchè ci sono dovuta entrare, per forza se no non avrei più visto il Morus.

E ci sono finita dentro con tutte le braghe.
Ora mi occupo dell'aggiornamento sito, invio comunicazioni via mail, contatti con stampa locale, ideazione eventi e gite.
Alla fine sono il braccio destro del socio fondatore, una persona di 61 anni energica e propositiva, che cazzia tutti tranne me, che mi difende e sostiene ogni mia idea.
Da qui il ruolo di eminenza grigia, colei che lavora nell'occulto e ha sempre ragione.
Figo.

Temo che a fine anno dovrò uscire allo scoperto e candidarmi ad essere un membro effettivo del direttivo.
Peccato.

martedì 27 luglio 2010

Sono ufficialmente alle cozze


Prendo spunto dal post della friend blogger Pollywantsacracker e annuncio alla blogosfera, e non solo, che sono ufficialmente alle cozze.
Sono stanca, sfiancata, spompata, assonnata, scoglionata, nervosa, stufa marcia, perennemente con le palle girate.

Come dice Polly sono in coma pre-ferie, direi in coma vegetativo.

Sono al lavoro è ho la nausea di tutto, oggi mi ha chiamata un cliente e penso di aver sfoggiato le mie migliori doti di comunicatrice a monosillabi: "ah-ah", "si", "uh-uh", "ehm" con dei picchi di "certo" e "va bene".
Oltre tutto non mi ricordo di che cacchio abbiamo parlato...so solo che lui ha pronunciato la parola Natale e io li li mi sono detta "già mi parla di ferie di natale che non ho manco fatto quelle estive"- invece si riferiva alla comunicazione natalizia dei suoi prodotti.

Ogni cosa che faccio è collegata alle ferie, la mia testa arriva sempre alle tanto sospirate TRE SETTIMANE di relax assoluto, libri, cibo, mare e amici.

Tutto è ragionato, costruito, stabilito in base alle ferie. I lavori più rognosi sono rimandati dopo le ferie, le questioni spinose con il capo dopo le ferie, nuovi progetti dopo le ferie...infatti notoriamente il mese di settembre, per me , è un mese da incubo.
Roba che dopo due giorni in ufficio già mi dimentico le ferie appena trascorse, il relax e ridivento una pazza nevrotica stakanovista.

Fatto sta che sono distrutta, mentalmente e fisicamente, che non concludo una beata mazza e che ho il vomito a sentire le parole riunioni, telefono, cliente, devi fare, newsletter.

lunedì 26 luglio 2010

Il relax week end!


Ho trascorso un week end fantastico e rilassante.
Ho scoperto un pezzetto d'Italia che non conoscevo: l'Appennino tra Parma e La Spezia.

Abbiamo raggiunto dei nostri amici a Bardi, uno splendido paese sulle moribide colline parmesi, un posto fuori dal mondo, verde e silenzioso.

Sabato abbiamo trascorso al giornata a zonzo per il paese, un pranzo veloce e poi siamo andati a fare il bagno al fiume Ceno. Abbiamo raggiunto un'ansa del fiume, sembrava di stare in un posto tipo Laguna Blu. Piccole pozze con sassi, acqua fresca e pulita, sole splendente e cielo limpido.

Dopo il pomeriggio di relax al fiume ci siamo preparati per una bella grigliata in giardino: ottima carne, vino, risate, partite a carte, chiacchere. Dopo siamo partiti alla volta della Sagra di Sant'Anna, una festa di paese che si svolge in un castagneto. Sembrava di essere negli anni 50, in un film di Fellini: il camioncino dei gelati, i carretti con le signore emiliane che distribuivano la porchetta fumante, luci, birra a fiumi...l'unica nota di contemporaneità era la musica della Waka Waka di Shakira sparata a 3000 decibel e mille persone accalcate che ballavano scatenate.

Ritorno a tarda notte in casa, dormita bella profonda, colazione e via con un'altra grigliata, più contenuta, all'insegna del relax e del sole.

Week end stupendo, ho fatto una fatica immensa a tornare a casa, a lasciare un posto così tranquillo, pulito, semplice. Un posto dove il tempo si è fermato, per lasciare spazio alle cose vere, gli amici, il buon cibo, le risate.

Mi sono ripromessa di tornarci, per qualche giorno in più per scoprire meglio quella zona.

giovedì 22 luglio 2010

Le bellezze della vita condominiale

Io e il Morus abbiamo comperato casa da poco.
Un appartamento in uno stabile di circa 15 anni, molto luminoso e con un bel giardino.

Stiamo facendo dei piccoli lavori di ristrutturazione - abbiamo sistemato un bagno, ricavato un ripostiglio e portato la caldaia fuori - siamo quasi giunti al termine, manca solo una controllata all'impianto elettrico e il nuovo allarme.

Direi che quasi ci siamo, il papà Morus sta imbiancando la cucina e io ho già pulito il grosso.

L'unico problema è che hanno sbagliato a montare la caldaia, è quasi un mese che ho chiesto di sostiturla ma non si trova un idraulico neanche a pagarlo a peso.

In tutto ciò quelli del condominio mi stanno TRITURANDO LE SCATOLE, mi hanno fermata in due - ma so che i mandanti sono altri - per dirmi che la caldaia non va bene - ma va, non lo sapevo! - come mi sono permessa di montare un tipo di caldaia sbagliata, che vanno dall'amministratore a lamentarsi, che li faccio morire soffocati, che sono una screanzata.

Allora:
1. so che hanno montato un modello di caldaia che non va bene
2. l'amministratrice è già stata avvertita del problema, tant'è che doveva parlare con il geometra per trovare la soluzione
3. la caldaia è montata ma non è funzionante, indi per cui non posso essere accusata di tentato omicidio
4. sarò anche screanzata, ma prima di accusare qualcuno forse è meglio parlarci, no?

Hanno mandato come emissario, perchè i rompipalle ufficiali agiscono sempre nell'ombra, il mio vicino di casa, anima santa e mezzo cugino.
Che ci ha difesi, dicendo che non si può rompere le palle così a due persone che non sono neanche li ad abitare - e hanno già fatto due turni di pulizia scale, nonostante non abitino li.

Le bellezze della vita condominiale

martedì 20 luglio 2010

La regina del lunedì sera


Il lunedì sera sono sempre libera, è la serata Morus con amici e playstation.
Io mi sono unita a loro un paio di volte, ma alla fine dopo 20 minuti che li vedevo diventare matti per un omino virtuale mi sono detta che era molto meglio starsene a casa in panciolle.

A casa mia siamo dotati di una sola tv con digitale terrestre, è la tv presidenziale, quella del salotto che è proprietà esclusiva di mio padre, tranne l'estate. I miei sono come gli orsi, escono dal letargo verso fine maggio e fino a che il tempo lo concede sono sempre in giro. Caffè, passeggiate, sagre paesane con gli amici, la loro vita sociale moltiplica vertiginosamente.

E io finalmente mi posso godere la tv, ho lo scettro del potere sul telecomando e mi gusto le peggiori schifezze che ci propinano d'estate. Io preferisco la tv d'estate, repliche di telefilm, finalmente un po' di film anche vecchi, senza il pattume dei vari reality e fiction nostrane.

Il lunedì sera sono la regina del divano e mi gusto con passione le repliche di Sex and the city su La7d: siamo alla stagione numero tre, una delle mie preferite.
Carrie ha appena mollato Aiden - con mio sommo dispiacere - Miranda ha appena partorito il piccolo Brady e mi sto accorgendo che oramai so tutte le puntate a memoria. Mi basta un flash veloce e mi ricordo cosa accade, mi ricordo anche le mise di Carrie, tutte le sue scarpe favolose e anche gli accostamenti particolari.

Io adoro Carrie, ho sempre sognato di tenere una rubrica come la sua - Sex and the province e di scrivere pezzi ironico-cinici su borse e scarpe - di avere la capacità di accostare un chanel con un vestitino di mercatino second hand.

Intanto che sogno di diventare una giornalista sagace ed ironica, mi esercito sul blog e continuo a gustarmi le mie 4 eroine.

mercoledì 14 luglio 2010

Luglio con il bene che ti voglio...


Ho da sempre un rapporto conflittuale con Luglio, ebbene si, ho il coraggio di ammetterlo.

I miei ricordi più lontanti di questo mese risalgono intorno ai 4 anni cira, quando frequentavo il Bimbo Estate, la versione estiva della scuola materna, dove stavamo a mollo in piscinette tutto il pomeriggio e andavamo in gita alle Cornelle, con l'insalata di riso come pranzo e un buffo cappellino in testa.

Poi una volta approdata a scuola trascorrevo questo mese in vacanza con i miei nonni, nella ridente località Roncola San Bernardo, giocando al calcio balilla, andando sulle macchinine elettriche e mangiando gelati. Sono andata in montagna con i miei nonni dai 6 anni fino ai 16, poi non ce l'ho fatta più, perchè alla Roncola non è che ci fosse tutta sta movida.
Ma negli anni della prima adolescenza mi sono divertita un sacco: ci facevamo i gavettoni, andavamo in giro in bici, giocavamo a palla in mezzo alla strada, prendavamo il sole.
Alla Roncola ho vissuto le mie prime storie d'amore "bollenti", i primi giri di nascosto in motorino in due, le sigarette e le prime birrette. Attendere che i ragazzi ti notassero alle partite di calcio del campo sportivo, fare le fighette quando i ragazzi di Ponte o Almenno venivano su e ti portavano in giro.

Luglio in quegli anni era per me il mese della trasgressione e del divertimento, delle risate, del mangiare le schifezze e fumare sigarette senza aspirare.

Dai 16 anni ho iniziato a stare a casa, un po' perchè la compagnia montanara si è sfaldata - gente che lavorava, ragazzi che non venivano su più perchè i nonni non potevano - insomma l'ultimo anno è stato per me un supplizio e non ci sono più andata.
Per la prima volta nella mia vita ho fatto i conti con il caldo afossissimo della pianura padana, è stato uno shock!
Le mie estati liceali erano fatte da interminabili partite di scala quaranta e macchiavelli con le amiche, sigarette e tuffi al fiume. Sempre senza soldi, in giro in bici o in motorino a scrocco, oppure andavo in giro con il ragazzo dell'epoca con la macchina, dato che lui era GRANDE.
Luglio fatto di versioni di latino, compiti di matematica che avrei copiato puntualmente a settembre e tanti tanti romanzi.

Poi arriva l'università, il primo luglio da universitaria è stato caratterizzato dall'impatto con la sessione estiva degli esami: UN INCUBO. Mi ricordo ancora quando ho dato, per ultima della giornata, l'esame di storia contemporanea, alle 19 di sera in una Milano torrida. Negli anni successivi luglio è diventato il mese del lavoro al bar, degli ultimi esami da preparare, dei fugaci week end al mare.

Poi è arrivato il lavoro e luglio è diventato il mese più pesante dell'anno, inchiodata a questa scrivania, stravolta dall'anno di lavoro e dal caldo.
Luglio è il mio mese nero, fatto di notti insonni, milioni di lavori da chiudere, ferie da organizzare, grigliate e 5 compleanni in famiglia.

Ora non amo molto luglio, ma se penso che esattamente tra un mese sarà con le zampe nel mare...non vedo l'ora!

lunedì 12 luglio 2010

Che la sfiga sia con noi!

Qui nella pianura padana, fa caldo, troppo caldo.
Abbiamo menato il torrone che continuava a piovere, che l'estate non era estate, e che faceva freddo e volevamo indossare l'abitino microscopico comperato a marzo, tanto per portarsi avanti.
Insomma quest'estate ci ha messo un bel po' ad arrivare, ma adesso è arrivata con i fiocchi.

Temperature al di sopra della media, sudi a star fermo, non dormi e nonostante tutto sto caldo e sudare non hai perso un etto...t'ingozzi di gelati, ghiaccioli, fichi e pesce, per buona pace della glicemia.

Ieri, nel disperato tentativo di prendere un po' di fresco, siamo partiti con la moto alla volta della ridente località Roncola San Bernardo - mt 950, valle Imagna, Bergamo, età media dei vacanzieri: over 70. Siamo andati in questo posto dove il passatempo migliore è l'alcolizzarsi a bianchini a partire dalle ore 10 della mattina, perchè i miei nonni ci vanno in villeggiatura, due mesi, da 20 anni.

Partiamo e la moto non è la solita, sbanda un pochino e il Morus ovviamente mi sacramenta dietro che non sto ferma, perchè ti muovi sempre ecc ecc...io ribatto che ero ferma, ma lui dubita e ripartiamo. Assumo la posizione dello stocca fisso ammuffito e la moto sbanda ancora - vedi che non ero io???? e dentro di me esulto - fino a che non decide di fermarsi per controllare la moto.
Ovviamente ci fermiamo nel tratto di provinciale, sotto il sole in compagnia di simpatiche e colorate prostitute africane.

Tornare indietro - per fortuna eravamo solo a 10 km neanche da casa - in due è impossibile, si rovinerebbe il copertone e anche il cerchione e vista la nostra situazione finanziaria, non possiamo permetterci un cambio gomme completo - quindi mi voleva mollare li, sotto il sole con delle colorite prostitute.

Poi vista la mia faccia, ci ha pensato su e mi ha riportato un pezzetino indietro - mollandomi sempre sul provinciale, all'ombra però e senza una compagnia equivoca - mi sono fatta quasi 800 metri, sotto il sole, vestita di tutto punto da moto per arrivare ad un bar.
Finalmente, un po' di refrigerio: ventilatore a palla, una coca ghiacciata e il Corriere. Nell'attesa che portasse a casa la moto e tornasse a prendermi con la macchina.

Siamo ripartiti con la macchina e...si è rotta l'aria condizionata!
Argggggggghhhhhhhhhh!

venerdì 9 luglio 2010

Essere sicuri di sé: difetto o virtù?


Mi sono posta questa domanda diverse volte nell'ultimo periodo, l'ultimo mese è stato costellato da diverse piccole difficoltà di relazione sia al lavoro sia extra, con Morus e amici vari.

Io sono notoriamente una sicura - non voglio risultare antipatica o presutuosa, ma da sempre sono una gran zuccona testona crapona che quando si fissa su una cosa non si schioda manco a morire... - comunque la mia testardaggine arcinota è collegata ad una forte consapevolezza di me stessa.

Sono una un po' egocetrica, con la paranoia facile, ma che sa quasi sempre dove andare, cosa fare, cosa vuole.

Ero decisa a tre anni quando volevo a tutti i costi le scarpe dei puffi, sicura di me quando ho mandato a quel tal paese una mia carissima amica, decisa all'università e anche sul lavoro. Non mi sono mai posta il problema che questa sicurezza potesse creare dei problemi alle altre persone, io ho le mie idee e le porto avanti, ma forse ogni tanto pecco nel non rivedere le mie posizioni.

perchè forse tutta questa sicurezza non mi porta ad ascoltare gli altri, vedere un altro punto di vista, mettere in discussione le mie convinzioni...nell'ultimo periodo mi hanno fatto pesare non poco questa mia "rigidità"- sia in ambito lavorativo: con un cliente che è un rompipalle stratosferico ed è pure permalosissimo, sia con il Morus, generando due litigate COLOSSALI, cosa che non ci capitava da almeno un paio d'anni - e quindi mi è sorto il dubbio.

Virtù assoluta o pessimo difettto?

giovedì 8 luglio 2010

La pesca: ma che cavolo di sport è?


Spero di non offendere nessun Sampei italiano, ma io la pesca proprio non la reggo.
Mi rende triste, tanto triste.

Ieri sera, sotto minaccia del Morus, sono andata con lui a vedere un nostro amico che faceva una gara di pesca: la 5 ore nonstop della carpa.
Premetto che a me vedere lo sport non mi piace, diciamo neanche farlo :), ma la pesca è davvero demprimente.

Una quindicina di persone, che stanno intorno a un laghetto che ha l'acqua marrone - verdognolo, a prendere dei pesci che sono immangiabili e che devono ributtare dentro a gara finita.
Star seduti per 5 ore, mentre le zanzare banchettano allegramente su ogni centimetro quadrato del tuo corpo, dove non si può neanche fare della banale conversazione perchè se no i pesci non attaccano.
Dove bisogna mettere i cagnotti- disgusto solo a pensare all'essere in questione - sull'amo, pasturare e pregare il signore che mangino, perchè altrimenti il Mario di Pontirolo mi sfotte a vita.

Cosa più triste delle persone che pescano - notare che chi fa questo sport in modo serio e costante ha sempre una mega attrezzatura ultra profescional: sgabello stile trono papa, con mille cassetti porta amo, porta filo, porta cagnotti, porta fazzoletti, guadini di diverse dimensioni, porta canne, talvolta anche doppio porta canne, canne che pesano 5 grammi - sono le persone che vanno a guardare queste gare.
In genere uomini che stanno li a fissare sti pescatori per tre ore, che battono le mani quando uno prende una bella carpa e che fanno commenti su come pescare. Se invece sono soli, fissano e basta la gara.

Io ieri sera ero, mio malgrado, una spettatrice e mi sentivo tanto sfigata e triste...solo alla decima mangiata da parte di uno sciame di zanzare obese che si erano piazzate vicino alle mie gambe sono riuscita a portare via il Morus e a conquistare il divano di casa!

martedì 6 luglio 2010

I'm lovin it


Non vi capita mai di avere il bisogno impellente di schifezzare? Di avere l'urgenza di mangiare qualche cosa di trash, di unto e bisunto, di assolutamente poco sano ma libidinoso?

Io oggi ho questa esigenza impellente, sento la necessità di mangiare un menù del Mac.
Coca Cola da mezzo litro, patate fritte grandi con ketchup e maio, big tasty succolento e forse anche il mac flurry!

Stasera ci vado con il moroso, ho già l'acquolina in bocca...poi riogorosamente mi pento, ma per me è come una droga: i'm lovin it, sometimes!

venerdì 2 luglio 2010

I'm a crazy and lovely teenager

Sono ufficialmente regredita all'età di 15 anni.
Squittisco come un topolino perennemente elettrizzato, batto le mani in modo convulso e ogni tanto emetto dei gridolini isterici che spaventano il mio povero gatto causa voce eccessivamente acuta e per lui sicuramente molto fastidiosa.

La causa della mia regressione in forma acuta, oltre alla ritrovata mania per gli smalti dai colori più improbabili (blu elettrico, violetto paramento e argento cuki) , è la fantastica e bellissima THE TWILIGHT SAGA - ho gli occhi a cuore a pendant.

Ebbe si, anch'io sono nel pieno tunnel da love story vampiresca e ieri sera sono andata a vedere, finalmente, il nuovo episodio: Eclipse. Ovviamente ho letto tutti e quattro i volumoni, la storia la so a memoria ma la sua trasposizione cinematografica suscita sempre delle emozioni significative.

Sarà che la storia d'amore è una cosa struggente, al limite del glicemico e del patetico, sarà che loro due insieme sono una bomba, sarà che il bel Robert Pattinson è sempre più affascinante e m'ingrifa parecchio, ma anche il lupo Jacob aka Taylor Hunter non è niente male.
La sala era gremita da adolescenti in crisi ormonale, ma anche da quasi trentenni come me e anche delle over sempre molto agitate. nelle scene più romantiche e strappalacrime sono scappati gli applausi, uniti a cori di oooohhhhhh, bravi e gridolini insensati.

A fine film mi è un po' rimasto l'amaro in bocca, perchè dovrò aspettare febbraio 2011 per vedere sullo schermo la prima parte di Breaking Down, l'ultimo capitolo della saga vampiresca, dove Edward Cullen e Bella Swan consumeranno finalmente il loro amore - sono tre film che sti due si baciano e basta, bella ha gli ormoni a mille e anche noi fan vorremmo vedere finalmente un po' di pelle!

In attesa dell'amatissimo seguito, per consolarmi mi rileggerò i libri!

martedì 29 giugno 2010

L'eterno precariato


Sono una precaria da due anni e mezzo, dal lontano novembre 2007, quando ho preso la mia inutile laurea in scienze dello spettacolo e della comunicazione multimediale: una laurea sudata, desiderata, voluta ma che adesso mi ha portata a questa condizione di precaria a vita.

Lavoro in questa agenzia da un anno e mezzo, mi sono sempre fatta il culo, svolgo il mio lavoro con passione e dedizione, so che questa è la mia strada anche se non mancano i momenti di scoramento come questo.

Oggi la mia capa mi ha chiesto se mi può fare il rinnovo di contratto a progetto, di due anni anzichè uno, visto che ora l'agenzia è diventata una srl e io devo passare dal contratto che ho con lei come libera professionista a quello di società. Così cade il principio dei tre rinnovi e ricomincia il valzer del conteggio dei contratti...due anni di contratto a progetto indica che lei mi può fare dei rinnovi di due anni in due anni, quindi mi può tenere così ancora per sei anni + l'anno e mezzo che è appena passato fanno sette anni e mezzo di cocopro.

Assurdo.

Ancora più assurda questa legge, se hai bisogno di me per sette anni e mezzo vuol dire che sono di più di una collaboratrice, ma praticamente una dipendente.

Sono giù di morale, che futuro mi posso creare? ho potuto comperare una casa sono con l'aiuto dei miei genitori e la banca ci ha dato il mutuo solo perchè il mio ragazzo è assunto a tempo indeterminato, ma sarà mai il mio momento?

La mia capa mi continua a ripetere che appena ci sarà la possibilità economica mi assumerà di sicuro, ma se accadrà tra 10 anni? Devo continuare a pagare io lo scotto di un costo troppo alto del lavoro?

Non so cosa fare, mi sono data fine 2011 per vedere dei cambiamenti qui...intanto mi guardo in giro, ma non c'è niente di niente.
Che tristezza!

giovedì 24 giugno 2010

Sono ansiosa!

Non l'avrei mai detto: sono diventata ansiosa.
Non sono mai stata una tipina tranquilla, ho sempre avuto un po' la paranoia facile, ma mi sto rendendo conto che tutto l'ambaradan che ho in ballo per la casa nuova mi sta uccidendo.
Sono stressata, stressatissima.

Tra i lavoro, le cose da sistemare a casa nuova, pulire, fregare, montare, smontare, imbiancare, imprecare contro gli operai.
Io, che mi reputo una tipa organizzata, una che pianifica bene perchè odia ridursi all'ultimo minuto, una che inizia a guardarsi in giro per le ferie a gennaio, che si è sempre portata avanti con lo studio perchè non si sa mai che mi viene il mal di testa e rimango indietro...insomma, sono una previdente, una che calcola tutto.

E adesso che la situazione mi sta fuggendo di mano, sono nel panico. Perchè ho un moroso che è famoso per procastinare le cose, che si riduce all'ultimo minuto a fare tutto, che si alza alle 7.38 per uscire di casa alle 7.43.
Tutto calcolato al centesimo di secondo, peccato che nella vita esistano gli IMPREVISTI e se in una serata metti 4 impegni con 5 persone diverse, se ti capita un brevissimo intoppo di 5 minuti SEI FREGATO.

Ci ho messo DUE mesi per smuoverlo da: playstation, vespa, amici, moto club, carte e spedirlo a casa nostra a controllare l'impianto elettrico, visto che quando gli ho detto che avrei trovato io qualcuno che lo faceva mi ha urlato dietro che non mi fido, che lui queste cose le sa fare, che comando, che decido sempre io.
E allora sono stata zitta, l'ho lasciato fare, mi sono detta che abbiamo deciso assieme di comperare quella casa, abbiamo deciso assieme che mutuo fare, dove comperare la cucina.

Il risultato è che a meno di tre settimane dall'ipotetico arrivo della cucina (sono qui che prego in cinese che mi dicano che sono in ritardo, ti prego consegnatemi la cucina nel 2012!) dobbiamo ancora imbiancare TUTTA casa - questo è il meno, possiamo imbiancare solo al cucina e il resto farlo con calma - ma lui non è ancora venuto a capo dell'impianto elettrico e dell'allarme e forse dobbiamo spaccare i muri...mi viene da piangere sono all'idea.

In più non riesce a fare il lavoro da solo, ha cercato lui delle persone - uno nostro amico ci ha detto che non ha tempo, uno che lavora con lui ha detto che gli può fare il lavoro tra DUE mesi O_o - e continua a dirmi che è un disastro, che dobbiamo spaccare la sala, che non andrà mai a posto.
E io di contro sono agitatissima, preoccupata, sono tre notti che dormo malissimo, continuo a svegliarmi e fare incubi. Continuiamo a discutere, io che ho mia mamma che scassa le palle infierendo - perchè lei è così, stronza nel midollo quando qualcuno fa qualcosa che nn le va bene - e se la prende con me. Lui se la prende con me, mi ha detto che non ne può più di quella casa, quanto mai l'abbiamo comperata, che è stufo e io mi sento triste e affranta.

So che è normale discutere, passare dallo status fidanzatini a quello di conviventi è difficile, ma lui non c'è, o meglio c'è poco e solo se insisto.
Sono spaventata, sono sicura che mi vuole bene, lo so ma questa situazione mi sta angosciando, ma magari sono io che vedo solo tutto nero e che in fondo tutti gli uomini sono un po' così...ditemi che è così!!!vi prego!!!!! :)

mercoledì 23 giugno 2010

Dove sto andando?


Una domanda che mi sono posta in questi giorni balordi, in equilibrio tra picchi di frenesia assoluta e momenti di ozio totale.
Sarà che la stanchezza dell'anno lavorativo inizia a farsi sentire e le ferie sono ancora un miraggio, soprattutto per la mia situazione finanziaria alquanto labile negli ultimi due mesi.
Un anno di lavoro intenso, carico di progetti nuovi e interssanti, di sfide superate con il massimo dei voti, di sfide perse o vinte solo a metà. Un anno ancora di studio della mia amatissima lingua inglese, di fatica per cercare di arrivare ad un ottimo livello, di estenuanti esercizi per ricordarmi la perfetta pronuncia di through.
Un anno carico, dove ho imparato tantissime cose, dove sono diventata più autonoma nella gestione dei progetti, ma io non so ancora dove andrò, se rimarrò qui.
Sempre più dubbiosa, sta nascendo in me la voglia di buttarmi e cambiare ancora una volta, di tentare la strada aziendale e di cercare finalmente un'assunzione con tutti i crisimi. Ma poi ci ripenso, mi blocco e mi fermo, mi dico che devo aspettare ancora un po', così mi potrò rivendere meglio. Di darmi ancora un paio d'anni, di continuare a studiare, di sfruttare questo posto per poter vendermi al meglio.
Perchè sono ambiziosa, lo sono sempre stata e voglio puntare in alto.

Che confusione, perchè non riesco mai a stare ferma?

giovedì 17 giugno 2010

RiminiRiminiRimini parte seconda


Come promesso proseguo con il secondo racconto sulla mia vacanza istruttiva nella ridente riviera romagnola, area ricca d'interessanti tipologie di persone affette da diverse patologie sociali:

- coppia atipica: lei, lui e il figlio (obeso) di lui - erano i miei vicini di tavolo, il bimbo mangiava in continuazione, lei non mangiava nulla via che pane e kiwi e il padre si giostrava abilmente tra la nuova fiamma con la faccia incazzosa e il bimbo pacioso. Appena si alzava il bimbo per andare a giocare lei si piazzava accanto al suo bello e iniziava una litania interminabile di lamentele.

- coppia gay in incognito: cercavano di mimetizzarsi nella folla vacanziera e rumorosa dell'hotelm parlavano in modo tranquillo e pacato, nonostante i tentativi di non dare nell'occhio tutti li guardavo in modo strano, sottecchi e commentavano a mezza voce. L'italiano medio si riconosce, sempre.

- donna in solitaria con libro: donna di mezza età , tendenzialmente bruttina e musona in vacanza solitaria. Sempre con un libro fra le mani: sul lettino, in riva al mare, a tavola. Perennemnete triste e quasi muta, altamente single, ma per scelta degli altri.

- nonni con nipoti urlanti: miti nonni con orde di nipotini di qualsiasi età. Duenni piangenti, quattrenni urlanti, ottenni che cenano appollaiati, perchè non sanno cosa vuol dire stare seduti composti. Treenni specializzati nel tiro di sabbia in faccia agli altri bambini perchè non hanno capacità di relazione, undicenni con smalto nero sulle unghie, ipod a 200 decibel nelle orecchie e la faccia incazzosa.
I nonni sono sempre e comunque paciosi, anche se penso che sotto sotto abbiano sviluppato l' istinto omicida.

- teen ager "ma perchè sono qui": 15enni e 17enni condannati alla vacanza con i parents, aria depressa e malinconica, trascorrono le giornate a inviare sms di speranza al mondo intero, sdraiati su un lettino nell'attesa che la lenta agonia della settimana di vacanza a Rimini con i due scassa palle passi in fretta.

martedì 15 giugno 2010

Rimini: non una città ma un trattato di sociologia


Se volete capire come gira il mondo e volete conoscere molti esempi di fauna italiana e non dovete andare in vacanza a Rimini.
Il litorale romagnolo è un laboratorio sociologico, dove potete incontrare le cose più assurde: dallo stereotipo del macho italiano fino alle coppie più assurde.

Ho trascorso il week end a Rimini e mi sono fatta delle grosse risate analizzando le persone in spiaggia, quando sono rilassate e pensano che siccome sono in vacanza sia tutto permesso.
Ho visto cose che voi umani non immaginate:

- gruppo di machi da riviera attempati - segno distintivo: capello lungo e abbronzatura made in lampados. di solito sostano in un bar lungo la spiaggia, in postazione tattica in modo che abbiano sotto controllo la spiaggia e la strada. Iniziano ad aperitivizzare alle cinque del pomeriggio con birra per poi finire con un bel negroni.
Squadrano tette e culi di mezza riviera, dalle 14enni alle 60enni ben messe, non mancando di commentare tra di loro.
- macho da riviera targato 2010: generalmente non si muove in branco come i primi, ma in solitaria. Immancabili i tatuaggi e una depilazione quasi totale del corpo. Di solito porta le infradito a qualsiasi ora e luma solo le ragazze della sua età. Classica la parlata romagnola, suadente e divertente
- famiglia mulino bianco: sono tutti belli, in genere lui è alto e muscoloso, lei ha appena partorito due figli (rigorosamente un maschio e una femmina) e la cellulite non sa neanche dove sta di casa. Sorridono sempre, i bimbi giocano tutto il giorno a fare castelli di sabbia sorridendo, chiaccherano in modo amabile e sono impeccabili anche in spiaggia.
- famiglia sclerata con bimbi insopportabili: è la tipologia di famiglia che hai sempre come vicina di ombrellone. Gridano, i bambini si tirano di tutto - dalla sabbia, alle palette, fino alla frutta - lui sta sembre seduto sotto l'ombrellone a leggere la gazzetta, lei parla da sola lamentandosi di come il marito non guardi mai i figli, che è stufa di correre dietro loro e che anche lei è in vacanza. I bimbi gridano come aquile sempre, anche quando semplicemente chiedono un bicchiere d'acqua.
- coppie over 70: lei porta dei costumi interi con i fiori che andavano di moda negli anni 80, passa il suo tempo a leggere Oggi oppure a compiere interminabili passeggiate con l'acqua alle ginocchia per combattere le vene varicose. Lui gioca a bocce o a carte, ronfa sotto l'ombrellone e si scotta la pelata tutti gli anni.
- coppia limone: sono quelli vicino agli anta che arrivano a Rimini come amanti clandestini oppure si sono appena fidanzati, passano intere giornate sotto l'ombrellone a limonare come due 15enni, lui la palpeggia ovunque, dormono in due sul lettino per stare abbracciati (ma non è scomodo?) e fanno tutto insieme tenendosi per mano. Dopo un po' provocano nausea, da assumere lontano dai pasti.
- Mamma&figlia over anta: tutte e due vedove, vanno in vacanza assieme e urlano dalla mattina alla sera. In spiaggia sulla posizone delle sdraio, in hotel sul tipo di acqua da ordinare, la sera per i negozi che bisogna vedere. Perennemente in crisi ormonale da menopausa, meglio non averle accanto.

To be continued... forse ;-)

venerdì 11 giugno 2010

L'insofferenza da caldo


Ci siamo lamentati- me compresa al 100% - che faceva freddo, che la primavera non arrivava, che eravamo stufi di pioggia e umidità.

Ed ecco che finalmente arriva il caldo e io sto già dando in numeri e amaramente rimpiango la frescura dei primi di maggio.
No perchè oggi qui in quel della Brianza si schiatta dal caldo e io sto già studiando di svignarmela in anticipo dall'ufficio perchè ho il cervello completamente in pappa.

Già il venerdì è una giornata tragica - penso per tutti - già il pomeriggio del venerdì è particolarmente faticoso e altamente poco produttivo, con il caldo la mia voglia scompare lentamente. La mente si annebbia, la testa diventa pesante, bevo tre litri d'acqua e sogno ad occhi aperti un mega cono di gelato menta e liquirizia....mmmmmmmhhhhhhh!

In più domani parto per TRE, e ribadisco TRE, giorni di assoluto relax in quel di Rimini dove la principale attività sarà stare sdraiata a pelle di leone su un lettino leggendo Vanity Fair. In più mi dedicherò alla cucina, mangiando come una schifosa sfruttando la pensione completa pagata dai miei..non vedo l'ora!

lunedì 7 giugno 2010

emancipazione femminile - parte seconda in compagnia del vaporetto polti

Ho passato il mio primo week end della vita a tentare di tirare un po' pulita una casa.

Stamattina quando è suonata la sveglia per venire in ufficio volevo avere una revolver sul comodino per farla saltare in aria, insieme ad una bomba per polverizzare il campanile (il parrocco del mio paese penso che stia andando fuori di matto, scampana a qualsiasi ora....anche il lunedì mattina alle 7, sembra che suoni le campane a festa...IO VOGLIO DORMIRE!)

Possibile che sono più stanca stamattina di venerdì sera?
Possibile se ho dovuto passare il sabato e la domenica con in mano la pistola del Vaporetto Polti e in stile Rambo mi sono avvenatata a pulire le tapparelle: 6 tapparelle, di cui 5 a porta finestra.
Perchè i vecchi proprietari della mia nuova casetta, penso che nonabbiano mai conosciuto in 15 anni da vicino le loro tapparelle...

Quelle tapparelle sono il mio incubo - infatti stasera vado a fare il terzo round con le fessure e il vaporetto - perchè sto male all'idea che rimangano ancora così schifosamente nere.

Sono definitivamente impazzita, ma io quella casa la voglio vedere PULITA!

venerdì 4 giugno 2010

Alle prese con l'emancipazione femminile


Ho avuto la fortuna di crescere in una famiglia di stampo tradizionale nel rispetto dei sentimenti e della fedeltà, ma molto aperta e disponibile verso tutto ciò che è diverso.

I miei genitori mi hanno sempre lasciata libera di decidere in autonomia, mi hanno sempre consigliata al meglio senza impormi nulla. Ho scelto liberamente di andare agli scout, di smettere di frequentare a 15 anni l'oratorio, ho scelto la scuola superiore e l'università. Mi hanno sempre sostenuta e consigliata, senza farmi pesare le loro aspettative, senza obbligarmi a vivere una vita che non era la mia, ma ciò che avrebbero voluto essere loro due.

Il mio ego è sempre stato nutrito, coltivato, sono cresciuta con la consapevoelzza di essere abbastanza sveglia e in gamba, di potermela cavare da sola e di essere una giovane donna emancipata e forte. Anche la scelta del lavoro, mi occupo di comunicazione, editoria e pr, ha contribuito a far nascere in me l'assoulta certezza di essere una donna emancipata, lontana dallo stereotipo stantio di donna dipendente da un uomo, con un lavoro banale e ossessionata dalla casa.

Ecco, questo era vero fino a 6 mesi fa.

Perchè l'acquisto della casa è stato un evento che ha modificato la percezione che ho di me.
Anni di lotte per l'emancipazione sono andati a farsi benedire alla vista di una piastrella della mia futura cucina decisamente troppo unta, alla vista di splendide piastrelle per il bagno color lavanda, alla cucina con il piano cottura con 5 fuochi.
Sono diventata una donnetta fissata con al casa, tra un po' pure di notte mi alzerò a pulire per poter tenatare di togliere il cemento che hanno lasciato i muratori.

Sono in preda al delirio, penso solo a cuscini, lenzuola, pentole, i nuovi ritrovati nel campo della pulizia di vetri e pavimenti.

Io che al sabato mattina rigorosamente mi dedicavo al riposo, alla colazione al bar, allo shopping compulsivo ora mi ritrovo dotata di scopa e paletta, in tuta scolorita e zoccoli di legno.

Domani mattina brandirò una cento gradi e combatterò l'unto delle piastrelle!
E sotto sotto non vedo l'ora.....dio mio, sono malata!

venerdì 28 maggio 2010

Zelig: più di un gatto.......RAMBO!


Vi avevo avvertiti che il primo post che ho realizzato sul mio super micio era solo una presnetazione preliminare e i blogger avvisati sono mezzi salvati, quindi ecco a voi un secondo racconto sul mio micione.

Zelig è un gatto molto affettuoso e coccolone, anche se in questi giorni è decisamente fuori come un balcone.
Tutta colpa di una cricca di gatti teppisti randagi che bazzica nella sua via, è quasi una settimana che è perennemente sul chi va là, agitato, nervoso. Ora è sulla finestra, trenta secondi dopo si struscia in mezzo alle tue gambe, dieci secondi dopo è sdraiato in posizione agguato e poi torna a fare le fusa.

Insomma, è ingestibile.
Di notte miagolii a tutto spiano in mezzo alla strada, lui che dorme e nel cuore della notte salta su e si mette a puntare dietro la finestra con la coda vigile e gli occhi a palla.

Stanno minacciando il suo territorio e lui lo vuole difendere, mi sembra che si senta un po' JOHN RAMBO...dei poveri!
L'ultima volta che è scappato, era piccolino, avarà avuto un paio d'anni, è tornato a casa mezzo massacrato...gli mancava del pelo tra le orecchiette e aveva tutta la coda spelacchiata.
Senza contare lo spavento che ci siamo presi, io lo pensavo già morto da qualche parte: schiacciato da una macchina o cotto al forno con le patate.

Quindi sto vivendo nel terrore che preso dal machismo di difendere il suo territorio, ne buschi ancora una carrettata!
Certe volte è troppo uno scemotto!

mercoledì 26 maggio 2010

17.30: esce la mia anima tamarra!

Visto che di scrivere un benedetto testo non c'è verso - ho fatto diverse versioni ma tutte mi fanno letteralmente schifo - ho avuto la felice idea di tirare fuori l'ipod dalla mia borsa. E complice un pomeriggio solitario in ufficio, anzi in compagnia di elettricista e trapanno annesso, ho azzardato a metere su uno dei miei gruppi preferiti: gli ABBA!

Ed è subito scattata l'ora tamarra, perchè le canzoni e, soprattutto i video degli ABBA sono tamarrissimi.

Ho iniziato con la sempreverde Mamma mia!

Mamma mia, here I go again
my, my, how can I resist you
mamma mia, does it show again
my, my, just how much I've missed you

Per poi passare a Dancing Queen...

You are the Dancing Queen

young and sweet only seventeen

Per poi approdare alle mie tre preferite, nell'ordine:
- medaglia di bronzo: FERNANDO

There was something in the air that night
the stars were bright, Fernando
they were shining there for you and me
for liberty, Fernando...

- medaglia d'argento: GIMME GIMME GIMME (Hung up di Madonna è ispirata a questa canzone)

Gimme! Gimme! Gimme!
A man after midnight
won't somebody help me
chase the shadows away
Gimme! Gimme! Gimme!
A man after midnight
take me through the darkness
to the break of the day

- medaglia d'oro: la superbissima CHIQUITITA

Chiquitita, tell me the truth
I'm a shoulder you can cry on
Your best friend, I'm the one you must rely on
You were always sure of yourself
Now I see you've broken a feather
I hope we can patch it up together

Il video è la perfetta sintesi dello stile anni settanta kitsch degli ABBA

domenica 23 maggio 2010

e il mal di chiappe imperante

Metti una giornata in moto, 300 km percorsi su e giù tra le dolci colline del piacentino. Il sole caldo, l'aria frizzantina, una bella compagnia di amici e tu aggrappata al tuo lui.
Sembra una di quelle scene da film, romanticastrappalacrime, dove tu e lui con i capelli al vento - in questo caso solo io con i capelli al vento - percorrete la verdi colline, guardando sognanti il paesaggio in sella ad un moto, simbolo di libertà e trasgressione.

Bella come immagine, no?

Beh questo è solo un lato della medaglia, bisogna aggiungere che:
- mi sono dovuta alzare presto, anche oggi che è domenica, avendo dormito 5 ore
- perchè ieri sera sono stata risucchiata da un vortice di interisti a vedere la partita - che per la cronaca io sono milanista e faccio fatica a vedere una partita del milan, figuratevi con che voglia ho visto la finale della champions dove hanno trionfato i carissimi cuginetti - e costretta a elargire finti sorrisi di comprensione, in fondo sono solo 45 anni che non vincete un cazzo in Europa e ora non vi reggo più, lo giuro!
- la moto del mio moroso è scomoda: sella piccola e dura, senza schienale poggia schiena, tremila vibrazioni al minuto, io che non so dove aggrapparmi
- gli ho pure perso le chiavi della moto (aaaaaaaaaaaahhhhhhhhhh) che per fortuna le ha ritrovate, ma intanto io avevo già sentito la ramanzina

Il risultato è che sono stanca morta, con dolori ovunque (dalla cervicale, al mal di reni, passando per mal di culo e gambe) e con una mezza crisi allergica.
Però dai, mi sono divertita...forse!

Per la serie: ma chi me lo fa fare!

lunedì 17 maggio 2010

Il mio rapporto conflittuale con la polvere


Interno giorno. Mattino ore 9.

Un muratore bergamasco sta sfondando con il flessibile una parete del mio ufficio.
Io sono alla mia solita scrivania, mezza ricoperta di chellophane, il resto dell'ufficio è ricoperto di plastica, porte e usci sono ben sigillati.

Mentre il muratore trapana anche le mie orecchie sono costretta a fare le pulizie di primavera dell'ufficio, dato che abbiamo internet e il nostro server - su quale abbiamo tutti i documenti che ci servono per lavorare fuori uso - vediamo di ottimizzare il tempo e lo sfruttiamo per fare quelle cose che si rimandano. Sempre.

Io, famosa per un rapporto conflittuale con polvere, acari e graminacee - più qualche altra dozzina di allergie alimentari e non che non sto ad elencare - vengo coinvolta nel progetto "Sistemiamo l'archivio e buttiamo via tuttotutto". Inizio sapientemente a impilare le riviste e a fare dei comodi pacchettini da trasportare in cantina.
La prima mezzora si svolge con calma apparente, il mio naso non cola, la gola non si è ancora gonfiata e i miei occhi sono normali. Poi inizia a complicarsi la situazione, fino a quando non respiro bene, tossisco come un'accanita fumatrice di ms senza filtro e sono costretta a farmi la prima dose di ventolin.

Così prosegue tutta la mia giornata, tra mani secche e rosse, fiato corto, gola infiamme con prurito assurdo annesso.

Sinceramente non ce la faccio più.
Non so neanche perchè sono rimasta qui.
A star male inchiodata a questa scrivania, senza combinare nulla perchè sono troppo impegnata a fare nell'ordine sparso:
- tentare di trovare un modo rapido, effiace e indolore di grattarmi la gola
- evitare di spararmi ventolin nei polmoni ogni trenta secondi e quindi sembro un pesce fuori dall'acqua che boccheggia lentamente
- cercare di avre degli occhi di colore normale, non rosso fuoco e non gonfi, sembra che mi sono fumata una piantagione di maria.

Ecco, penso di andarmene, ora.